Cosa è Corpus Fragmenta?

Corpus fragmenta - Voci e tracce di un viaggio collettivo, è la mostra personale di Giovanna Piol Gasser che sarà inaugurata il prossimo 15.05.2010 alle ore 18.00, presso la Galleria Adler Art in Via Ponte Acquila 9, Bressanone.


["Maschera fragile, 2010" ©Giovanni Melillo Kostner]

La corporeità e la spiritualità sono il binomio primordiale nel recente lavoro dell’artista. Accettando che “il corpo è investito dalla storia ed è la storia che devasta il corpo”, come sosteneva M. Foucault (1977) [*], l’artista accoglie l’illusione del corpo come un’unità sostanziale e lo considera una massa in continua disintegrazione.

Le opere
In Corpus fragmenta, Giovanna Piol Gasser si avvale tanto dei suoi ricordi quanto delle sue sensazioni e si permette l’abbordarsi di un’emotività irrazionale. Ne ottiene come risultato una serie di oggetti quali enti corporei leggeri nella struttura, ma carichi di simboli, in un processo di autoconoscenza. Si tratta di 14 collegamenti di svariate dimensioni, realizzati attraverso la sovrapposizione di strati di carte, l’applicazione di pigmenti, colore a china e resina, con una struttura interna in rete metallica.

Durante l’esecuzione delle opere, c’e qualcosa che la tocca: sono le emozioni che comprendono la memoria e la speranza. Giovanna Piol Gasser ha bisogno di mettere alla prova le sue certezze, deve poterle vedere, toccare, sentire nella sua finitezza. Confida nel processo della creazione artistica come possibilità di esplorazione del se, rivolgendo lo sguardo al proprio interiore, senza dimenticare il mondo esterno necessario per capire e conoscere se stessa. L’artista è cosciente che tale conoscenza avviene ed è il risultato della relazione di sé con altri, in quanto soggetti individuali, ma soprattutto sociali. Per tanto, la sua opera non sarà mai finita. Prescinde dall’altro per essere completata. In altre parole, occorre l’interazione fra l’uno e l’altro, ovvero, la relazione fra l’opera e noi altri.

Il proposito dell’artista è quello di rompere per una volta vecchi legami e andare alla scoperta dell’insospettato e dell’eventualità in un viaggio al quale non ci va da sola.

Il Happening
Il giorno dell’inaugurazione è previsto un happening. La proposta è la realizzazione di un viaggio in collaborazione con l’attrice Silvia Morandi, il regista Danilo Ferrin, il musicista Helmuth Giovanett e il fotografo Giovanni Melillo Kostner, in un lavoro che si propone di animare l’opera dell’artista mettendola in gioco, ovvero, in relazione con il pubblico attraverso la parola, il suono, l’immagine e il movimento. Si tratta della rappresentazione teatrale dell’incompiutezza dell’uomo, evocando un rituale nel quale sperimentare la propria fisicità e spiritualità allo stesso tempo.


Martha Jiménez Rosano
Bressanone, aprile, 2010.
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[*] M. Foucault, Language, Counter, Memory, Practice: Selected Essays and Interviews (1977), in I. Chambers, Dialoghi di frontiera. Viaggi nella postmodernità. Liguori Editore, Napoli 1995, p. 116.

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